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Patrimonio e Inventari

La formazione degli archivi della Curia, o archivi diocesani, trovò un impulso fondamentale a partire dal Concilio di Trento (1545-1563). Questa situazione è ben rispecchiata nella cronologia della documentazione conservata presso l'Archivio Diocesano di Modena, di norma successiva alla metà del Cinquecento.
L'Archivio custodisce le serie storiche relative alle visite pastorali, al foro vescovile (il tribunale del vescovo), alle ordinazioni di sacerdoti e ai benefici loro conferiti, alle licenze e dispense matrimoniali, oltre a documentazione relativa a confraternite, opere pie, parrocchie soppresse e i cosiddetti "transunti" (estratti degli atti di nascita, cresima, matrimonio e morte trasmessi alla Curia dalle varie parrocchie a partire dal 1802 circa).
Importanti, infine, sono gli archivi dei vari vescovi e delle loro cancellerie (dal tardo XVIII secolo) e quelli inerenti all'amministrazione dei beni vescovili (Mensa vescovile).
La nascita dell'Archivio della Curia portò a una sempre più netta distinzione di quest'ultimo dall'Archivio della cattedrale (o Archivio Capitolare) in cui in epoca medievale erano confluite numerose carte riguardanti la diocesi e i suoi pastori.
Per la sua antichità, l'Archivio della cattedrale – oggi consultabile presso l'Archivio Storico Diocesano - conserva i più preziosi tesori della Chiesa modenese: un fondo di oltre 3.000 pergamene (che datano a partire all'872), la ricca collezione di codici manoscritti e miniati (dal VII-VIII secolo), le serie documentarie riguardanti la vita del Capitolo, della Fabbrica della cattedrale, della Cappella musicale e altri fondi aggregati (confraternite, opere pie e fondi legati a personalità illustri).

INVENTARI

L’Archivio storico diocesano di Modena-Nonantola custodisce due archivi:

- l’Archivio della Curia di Modena, che contiene gli atti prodotti o ricevuti dai vescovi e dai vari uffici diocesani

- l’Archivio Capitolare della cattedrale, in deposito e appartenente al Duomo di Modena

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